Montebruno - Rondania - Cassingheno - Due Ponti - Montebruno
  • Montebruno - Rondania - Cassingheno - Due Ponti - Montebruno
  • Trail ad anello con partenza da Montebruno in Val Trebbia.
  • Trail ad anello con partenza da Montebruno in Val Trebbia.
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Difficoltà Media
Durata 6h 30'
Lunghezza 17,300
Segnavia Linea verticale e cerchio
Punto di partenza

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Itinerario in Val Trebbia alla scoperta di piccoli borghi dell’entroterra genovese.
Escursione fattibile tutto l’anno ma le stagioni consigliate sono la primavera e l’estate, quando le temperature sono più piacevoli e c’è meno acqua nei torrenti che bisogna attraversare.

La partenza è da Montebruno, raggiungibile dal Passo della Scoglina seguendo la SP 56 che passa da Barbagelata, oppure da Genova lungo la SS 45 che sale a Torriglia, a cui è collegata anche dagli autobus.
Parcheggiata l’auto presso il Santuario di Nostra Signora di Montebruno, dove sorge anche l'importante Museo Contadino, si attraversa l’ Antico Ponte dei Doria, struttura a quattro arcate edificata nel tardo Medioevo, per approdare sull'altra sponda del Fiume Trebbia ed entrare nell’accogliente paese.

Giunti sulla via principale, si percorrono pochi metri, a sinistra, per imboccare Via Fossello una via lastricata che sale tra abitazioni raggiungendo la zona più rurale caratterizzata da alcune belle case in pietra; il tracciato piega a sinistra e con segnavia Linea verticale e cerchio prosegue in direzione di Rondanina.

Dopo pochi metri in salita nel bosco si arriva ad un bivio dove, nonostante le indicazioni per la nostra meta indirizzano a sinistra, si sale a destra seguendo sempre il medesimo segnavia.

La bella mulattiera sale in maniera decisa tra roverelle e faggi, costeggiando un lungo muro a secco per arrivare sulla strada carrabile, Via San Benedetto da Norcia.

Da qui ci sono diverse scorciatoie che permettono di tagliare le curve ma se, come nel nostro caso, dovessero risultare impraticabili, si continua a sinistra sulla carrabile che comunque è una piacevole strada poco frequentata.

Oltrepassata un’abitazione in legno, sulla destra, riparte il tracciato nel bosco e costeggiando un muro in pietra, arrivare presso un’isolata cappelletta bianca; ancora qualche metro in salita e si incrocia nuovamente la carrabile che si attraversa per continuare tra i prati fino a Zeppado.

Zeppado è un borgo rurale, apparentemente disabitato, che invita a una breve sosta, dove lasciarsi avvolgere dalla sua quiete e scoprire scorci pittoreschi: una casa a torre, una piccola dimora in pietra con tetto in legno e un delizioso terrazzino con ringhiera in ferro battuto.

Superate le ultime case, si segue la strada per circa cento metri, fino a individuare sulla destra il sentiero in salita. Questo attraversa un’area prativa e poi, piegando a sinistra, si inoltra in una suggestiva faggeta che accompagna il percorso per un buon tratto.

Quando gli alberi si diradano, il tracciato prosegue in piano con vista sul crinale, dominato dal Monte Antola, fino a incrociare il "Sentiero Albert Einstein", un percorso di 48 km nella Val Trebbia che ripercorre il tragitto seguito dal giovane Einstein nel 1895 per raggiungere un parente a Genova.

Seguendo il cammino per un tratto, si passa da un’area con un tavolo e panche in legno e, sempre immersi nel bosco, con uno scorcio sul Lago del Brugneto, si scende verso la SP 15 che già si intravede sotto al sentiero.

Si segue la carrabile a destra, arrivando al bivio dove sorge la Cappella di Sant’ Anna, che fa da spartiacque tra le valli Brugneto e Cassingheno.
Si mantiene la sinistra fino ad individuare un sentiero che si stacca a destra, segnalato da una freccia gialla sulla roccia; non c’è segnavia ma il tracciato è sempre evidente.

Tralasciate due deviazioni sulla sinistra, si prosegue in salita fino a raggiungere le pendici del Bric Rondanina: una sella arida, ricoperta da roccia calcarea sbriciolata, dove una croce posta nel punto più panoramico permette allo sguardo di abbracciare un ampio tratto di crinale e i paesi della valle.

Seguendo il sentiero inizialmente stretto e pietroso si entra nel bosco per poi proseguire con un’ agevole mulattiera che termina sulla strada carrabile presso le prime case di Rondanina (981 mt), il comune nella provincia di Genova con il minor numero di residenti.

Tenendo la sinistra si entra nel paese, dove si cammina tra strette viuzze che si snodano tra case ben tenute, svelando scorci pittoreschi, fino a raggiungere il fulcro con la chiesa di San Nicola da Bari, il Comune, il Rifugio Rondanina e il Centro Visita Il Lupo in Liguria (per questi verificare aperture e disponibilità).

Costeggiando la chiesa sul lato sinistro, si passa accanto al cimitero e si scende lungo il sentiero che dopo il primo tratto tra terrazzamenti, entra nel bosco per continuare la discesa senza problemi, anche se non ci sono segnavia.

Giunti ad una biforcazione, si segue il sentiero a sinistra che scende ancora fino ad arrivare al guado del torrente Cassingheno, impresa non semplice quando c’è molta acqua e le temperature sono basse.

Guadagnata l’altra riva, si ritrova il sentiero che ora sale nel bosco raggiungendo una strada sterrata che si segue a destra fino ad individuare, a sinistra, una traccia che sale nel bosco; si tratta di una scorciatoia per arrivare a Cassingheno, percorrendo un’antica mulattiera che termina sotto alla Chiesa di San Bartolomeo.

Cassingheno (1100 mt), frazione del comune di Fascia (Ge), come i paesi incontrati prima è avvolto dalla pace e dal silenzio ma ciò che colpisce sono alcune curiose costruzioni, che si trovano tra le case, a forma circolare e in tetto in lamiera. Sono chiamate cascine, un tempo avevano il tetto in paglia e servivano per conservare i prodotti della campagna, oggi sono usate come magazzini (fonte: La valle delle favole).

Scesi sulla SP 16 si cammina a destra per circa 50 metri per continuare poi su una sterrata, a sinistra che inizia parallela alla strada asfaltata per poi salire leggermente arrivando presso una cappelletta. Segue un tratto più pianeggiante tra boschi e radure prima di iniziare la discesa nel bosco che, oltrepassata una casa disabitata, termina sulla strada provinciale.

Mantenendo la sinistra, si cammina sulla carrabile per un paio di curve fino ad un cartellone stradale dove si intercetta una traccia che scende nella boscaglia, anche se questo tratto risulta un po’ trascurato è una scorciatoia che permette di evitare l’asfalto.

In breve si esce sulla SS45: si segue a destra raggiungendo così la località Due Ponti, piccola frazione di Fontanigorda che deve il nome alla presenza appunto di due ponti sul fiume Trebbia. Tra le poche abitazione c’è un rinomato ristorante con possibilità di pernottamento.

Restando sulla provinciale, oltre il secondo ponte e una curva, si segue una larga traccia che parte a destra inerpicandosi nel bosco fino a Pian di Giané, dove si incontra l’omonimo borgo abbandonato, con rustici che, nonostante lo stato di degrado, conservano ancora tracce e oggetti di chi vi abitava.

Oltrepassati i manufatti si avanza con un tratto in piano prima di iniziare la discesa nel bosco che termina su una sterrata, diventando poi strada asfaltata.

Seguendo la carrabile in discesa si entra in Via San benedetto da Norcia, una via interna di Montebruno che corre parallela alla provinciale per entrare nel cuore del borgo, dove si trovano i servizi principali (posta, farmacia), un bar, una trattoria e alcune botteghe tra cui un forno rinomato per i suoi canestrelli.