Trail du giamin

Trail du giamin
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Difficoltà Medio - Alta
Durata 9h
Lunghezza Km. 24,500
Segnavia 3 cerchi + Doppia croce + Rombo rosso + 3-pallini.pngLinea rossa + quadrato-vuoto.jpg + linea-2-punti.jpg
Dislivello 11m - 651m | dislivello positivo 1300m | dislivello positivo 1390m
PartenzaPunto di partenza
Passante per

Il "Trail du giamin" è un itinerario ideato da un gruppo di camminatori appassionati e chiamato così perchè attraversa alcune frazioni di Rapallo dove un tempo i contadini lavoravano la terra con fatica e passione (dal genovese giaminà = lavorare con fatica).

E' un percorso lungo e senza fonti di acqua (ad esclusione di Montallegro), per cui è consigliato:

- una giusta preparazione causa lunghezza percorso e alcuni passaggi un po' più impegnativi.
- un'adeguata riserva di acqua (minimo 2 litri a testa).
- evitare le giornate invernali quando il sole tramonta presto

Il punto di partenza è a Rapallo, in Via Aurelia di levante (in zona si possono trovare parcheggi liberi) dove s'imbocca, di fronte al Bar Aurelia, Salita al Pianello, una scalinata che sale tra le abitazioni per attraversare, in successione, Via San Rocco e Via Carcassoni  e sbucare nella parte iniziale di Via San Bernardo. Qui bisogna prestare attenzione e seguire la segnaletica provvisoria (frecce o un segno rosso) che dopo pochi metri percorsi verso destra, prima del grande pino marittimo, ci indirizza a sinistra verso una scaletta in pietra che sale per terminare sotto alla parte finale di Via San Bernardo. Qui si segue il sentiero a sinistra che avanza con alcuni saliscendi per arrivare a un bivio: proseguendo in salita nel bosco, su un terreno un po' irregolare dove è possibile incontrare alberi caduti, si raggiungono i ruderi dell'antica chiesetta di San Bernardo.

Da questo punto in poi non è più possibile sbagliarsi, dando le spalle alla chiesetta si continua a salire in un bel bosco di castagni e lecci per circa un 1,5km fino ad attraversare Case di Besain un gruppo di rustici abbandonati circondato da fasce dove un tempo i contandini coltivavano e allestivano un mercato per lo scambio delle merci.
Ora il segnavia da seguire è , il sentiero che prosegue proprio davanti e che alternando discese a tratti in piano raggiunge un altro piccolo nucleo di ruderi chiamato Casette, da cui si gode una magnifica vista.
Si tratta del sentiero che sale dalla valle del Tuja e che ora con una ripida salita, a tratti scoscesi, sale nel bosco per terminare sotto alla stazione della funivia di Montallegro. Qui c'è un bar e i servizi pubblici.

Si sale verso il Santuario di N.S di Montallegro, si oltrepassa per mantenere la sinistra e, senza particolari difficoltà giungere al Passo della Crocetta, dove si attraversa la strada carrabile per ritrovare il sentiero che scende verso Pian dei Merli 3-pallini.png, offrendo diversi scorci panoramici.
La grande piana è facilmente riconoscibile anche per la presenza di un rustico in pietra che bisogna costeggiare per scendere poi verso la frazione di San Quirico di Assereto.
Dopo aver attraversato una prima strada carrabile, se ne incontra un'altra, sopra al cimitero, che bisogna seguire, a destra, per pochi metri per continuare poi su quella leggermente in salita che, dopo aver attraversato un piccolo nucleo di case abitate, diventa un bel sentiero nel bosco che permette di raggiungere Montepegli, rimanendo più alti della strada carrabile e immersi nel verde.

Giunti a Co' di Montepegli, costituito da alcune belle casette in pietra (qui c'è un rubinetto di acqua NON potabile), sulla destra si scorgono alcuni scalini rustici che invitano a salire sulla fascia sopra per incontrare nuovamente una traccia che si segue fino ad un bivio, dove su due pietre compaiono le scritte SQ (San Quirico) e Cian de mazun. Qui bisogna scendere a sinistra e dopo pochi metri a destra, facendo molta attenzione alla segnaletica provvisoria (nastri e punti rossi) perchè alcuni passaggi non sono molto evidenti.

Dopo un primo tratto in piano si inizia a salire per raggiungendo la località chiamata Fontana du Seggiu che indica la presenza di una bella fonte che non rimane sul sentiero ma si può vedere facendo una breve deviazione a sinistra. L'itinerario invece continua a destra, per salire accanto ad un altro rustico, dotato di cancelletto per cinghiali, e poi proseguire a sinistra nel bosco e dopo aver attraversato un ruscello in secca, salire verso lo Scoglio dell' orologio, una postazione altamente panoramica che un tempo i contadini della frazione prendevano a riferimento per sapere quando fosse mezzogiorno, grazie a una roccia che fungeva da meridiana.

Si sale in salita verso il crinale per qualche metro fino all'altezza di un rustico dove in basso a sinistra si vede un cartello in legno che indica la direzione per Chignero - Panchina. Pur essendo stato riaperto e ripulito recentemente da un gruppo di volontari, questo tratto di itinerario è senza segnaletica ufficiale e presenta alcuni passaggi che richiedono un po' di attenzione.
L'arrivo alla cosidetta Panchina, con la sua vista mozzafiato, ripaga della fatica fatta.

Qui si ritrova la segnaletica ufficiale F.I.E. Linea  rossa che, in circa 20 minuti, conduce alla chiesa di Chignero.
Imboccando la scalinata a fianco alla chiesa si scende tra le belle casette del borgo per prendere la seconda deviazione a destra che s'incontra e che conduce sulla strada carrabile, proprio di fronte al sentiero (senza segnavia) che conduce al Passo dei Grifoni, dove si arriva con un sentiero inizialmente in piano che poi sale con qualche passaggio un po' sconnesso su pietre.

Qui si sale verso il crinale fino ad individuare a sinistra le indicazioni per Passo del Gallo.
Anche qui bisogna prestare molta attenzione ai segni rossi provvisori quando, dopo aver percorso un bel tratto chiaro panoramico si entra nel bosco, e con alcuni sali e scendi, che con il bagnato risultano un po' insidiosi,  si sbuca presso le panchine nella piana di Passo del Gallo.

Dopo una meritata pausa, si prosegue in direzione del Monte Orsena salendo per circa 400 metri fino a incontrare a sinistra il sentiero che scende in direzione di San Pietro/Spotà. Questa parte di percorso di circa 2,5km si sviluppa totalmente nel bosco di castagni: il sentiero non è tenuto benissimo pur essendo un sentiero ufficiale segnato FIE con Quadrato vuoto, in alcuni punti quando il terreno è umido può risultare scivoloso, che porta in circa 45 minuti al bivio per "Croce di Spotà - San Pietro - Caravaggio - S. Maria".

Si scende verso S. Maria seguendo il segnavia linea-2-punti.jpg. La discesa non è difficile e in circa 40 minuti si arriva sopra all'autostrada e ai ruderi di S. Tomaso. Scendendo ancora un centinaio di metri si arriva in Via S. Maria, dove finisce questo itinerario.

Lungo la strada c'è la fermata dell'autobus che collega Santa Maria del Campo al centro di Rapallo.

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Scheda tecnica

Durata
Oltre 7h
Lunghezza km
oltre 15
Difficoltà
Medio - Alta

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