Itinerario ad anello nel Parco dell’ Aveto che, a parte la durata, non presenta particolari difficoltà ma si segnalano alcune criticità: la prima parte, pur avendo segnavia FIE, a tratti risulta impraticabile a causa di rovi e alberi abbattuti; il sentiero che scende dal Lago di Giacopiane, inizialmente, è poco evidente per mancanza di paline.
Il punto di partenza è il Lago di Malanotte (395 mt), raggiungibile con la SS 856 che da Carasco sale in Val D’ Aveto, fino a Brizzolara, per prendere, dopo qualche curva, la deviazione a sinistra.
Nelle vicinanze c’è anche la fermata dell’autobus che collega Chiavari alla Val D’Aveto.
Lasciata l’auto in un piccolo slargo, si oltrepassa il pittoresco edificio che ospitava l'albergo/ristorante, oggi in stato di abbandono, e si prosegue lungo la strada dove è visibile il segnavia FIE
che guida fino a La Squazza.
Raggiunto il piccolo gruppo di case, si continua a destra sulla mulattiera che sale tra i prati per poi proseguire nel bosco con alcuni passaggi che richiedono un po’ di attenzione per la presenza di alberi abbattuti deviando il percorso, e passaggi in cui i rovi invadono il sentiero.
Accompagnati da alcune vedute del crinale e dei borghi della vallata, si giunge in prossimità di uno questi, Casali, dove il sentiero incrocia la strada sterrata che poi diventa asfaltata.
Si segue a sinistra la strada, continuando a salire, fino alla località Stibiveri, dove il segnavia riporta sulla mulattiera, a destra, che passa accanto ad un’abitazione in pietra per attraversare poi un’area in via di disboscamento, con alcuni passaggi critici, fino ad arrivare a un lungo muro in pietra.
Costeggiando il muro a sinistra si sale per affrontare la parte più critica dell’escursione per la fitta presenza di rovi che, nell’ultimo tratto, rendono impraticabile il tracciato originario e costringono a deviare su una proprietà privata per raggiungere la provinciale in località La Squazza (721 mt.).
Da qui il percorso diventa più rilassante: si attraversa la strada per riprendere il sentiero a lato dell’unica unica abitazione della zona e sale nel bosco, a tratti a tornanti, per circa 1,6 Km fino alla Cappella del Bozale (965 mt).
La piccola cappella, utile riparo in caso di maltempo ed eventuale area picnic per la presenza di un tavolo con panche, è situata in un incrocio che permette di proseguire in diverse direzioni; il nostro percorso prosegue a destra immettendosi nella Tappa 32 dell’ Alta Via dei Monti Liguri.
Da questo punto il segnavia da seguire è
che guida nella salita che percorre il crinale, tra faggi e pini, arrivando, dopo poco più di 1 km, al Versante Sud del Monte Fascia (1134 mt). Ignorando la deviazione, a sinistra, che scende a Cabanne, in Val D’Aveto, si continua dritti per perdere leggermente quota e arrivare in breve al Passo delle Rocche o Passo della Bisinella (1125 mt.) dove si incrocia il Sentiero della Resistenza, un cammino da Borzonasca a Rezzoaglio lungo i sentieri percorsi dai partigiani, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Rimanendo sul crinale, si riprende la salita nel bosco per poi attraversare una zona più aperta con vista panoramica sulla vallata, particolarmente suggestiva in primavera e in estate quando i prati si ricoprono di fiori colorati.
Percorrendo un ultimo tratto nella pineta, caratterizzato da terreno pietroso, superata la deviazione a sinistra che scende a Villa Cella, si arriva al Passo delle Lame: un’area ampia dove sorge il Rifugio Monte degli Abeti (rifugio non custodito e chiuso, per informazioni contattare CAI Rapallo o Parco dell’ Aveto), tavoli con panche, un rubinetto di acqua potabile e la Cappelletta delle Lame.
Il passo è un crocevia di sentieri: si segue il tracciato che scende a lato della cappelletta, per attraversare un'area prativa in cui si tiene la sinistra per superare un ruscelletto e rientrare nella pineta Si segue la direzione del Lago di Giacopiane percorrendo l'Anello delle Moglie, identificato dal Parco dell’ Aveto con la sigla A7.
Il sentiero si snoda, con impercettibili saliscendi, attraversando ambienti vari: boschi ombreggiati, crinali panoramici che permettono allo sguardo di arrivare al mare, radure.
Giunti ad una collinetta inizia la discesa, su un tracciato sempre evidente che attraversa distese verdi, dove non di rado si incontrano cavalli e mucche al pascolo, e brevi tratti di pineta fino a raggiungere la larga sterrata.
Seguendo la strada a destra si giunge al Lago di Giacopiane (1015 m), un bacino artificiale immerso in un suggestivo contesto naturalistico.
Qui c’è un’area con tavoli e panche.
Si costeggia la sponda del lago per circa 1,2 km, oltrepassando il parcheggio, per poi individuare, a destra, un tracciato che scende.
Questa prima parte di percorso, quando l’abbiamo percorsa noi (aprile 2026) per scarsità di segnavia
e paline del Parco abbattute risultava poco chiara, per cui per orientarsi è molto utile la traccia GPX.
Raggiunto il bosco, la traccia diventa più evidente e, con un occhio al segnavia, si scende senza problemi tra i castagni fino ad arrivare a un passaggio che richiede un po’ di attenzione, soprattutto con il bagnato. Costeggiando un’imponente roccia, si prosegue in discesa camminando su pietre e rocce, che solo nella parte finale prendono l’aspetto di un’antica scalinata.
Il sentiero torna in terra battuta e attraversa l’ultima parte di bosco prima di arrivare sulla strada sterrata che diventa poi asfaltata e attraversa Montemozzo, un piccolo nucleo di case circondato da prati. Si segue la carrabile e il segnavia
fino alle ultime abitazioni, dove, a sinistra parte il sentiero che scende a Temossi (620 mt) tra boschi che lasciano spazio a distese verdi man mano che ci si avvicina al borgo.
Raggiunta la carrabile si segue a destra fino alla chiesa di Santa Maria Assunta dove riparte il sentiero che, costeggiando il cimitero, prosegue la discesa tagliando in più punti la strada fino ad arrivare sulla provinciale SP 856, in località Campori, alle spalle della chiesa.
Si attraversa la strada per riprendere il sentiero che continua di fronte e, passando a destra degli edifici, scende evitando la strada asfaltata fino ad un piccolo nucleo di case in Via Campori; qui non è molto chiara la direzione da seguire ma andando a sinistra, subito dopo le case, si individua una traccia che attraversa il prato per scendere sulla provinciale.
Si attraversa e con un’altra scorciatoia si scende sull’asfalto che si percorre per un centinaio di metri a destra, individuando a sinistra un ultimo taglio per raggiungere Via Malanotte, la strada che riporta al punto di partenza dell’escursione.