Itinerario lungo e con notevole dislivello nel Parco dell’Antola, adatto a escursionisti allenati. Da affrontare preferibilmente nella bella stagione, quando le ore di luce sono sufficienti e i torrenti sono in secca, poiché uno dei guadi può risultare problematico in presenza d’acqua.
Il punto di partenza è Torriglia, antico borgo dell’entroterra genovese, raggiungibile dal casello autostradale di Genova Est seguendo la SS 45 fino ad incontrare, a destra, la SP 62.
Nel centro del paese, vicino al cimitero, c’è un comodo parcheggio libero.
Si percorre la via principale fino ad incontrare, dopo l’autorimessa degli autobus, Via Colomba, una strada che dopo pochi metri diventa una mulattiera, costeggiando nella prima parte il rio, e sale all'omonima frazione, per poi proseguire fino in località Poggio. Qui c’è una fonte.
Si tiene la sinistra per imboccare la bella mulattiera, segnata dai
dalla FIE, che sale fino a Donetta, un grazioso nucleo di case colorate con al centro la semplice cappella di San Bernardo e, sullo sfondo, le vette circostanti.
Seguendo le indicazioni posizionate nel centro del borgo si riprende la mulattiera fino al bivio, dove si prosegue a destra, in direzione Monte Antola, guidati sempre
a cui si aggiunge
.
Si attraversa un bosco di faggi e castagni, seguito da un tratto più aperto ed erboso, quindi si sale con una serie di tornanti al Passo dei Colletti (1297 m), da cui si può ammirare il panorama da una panchina in posizione strategica.
Continuando a seguire i medesimi segnavia
e
si aggira il Monte Prelà per continuare in piano tra i faggi, con alcuni passaggi più aperti che permettono di godere del paesaggio, per poi perdere lievemente quota e arrivare ad un quadrivio di sentieri indicati da una palina del Parco dell’ Antola.
Qui si abbandona il sentiero principale, che sale al Monte Antola, per seguire, a destra, la direzione di Bavastri, con segnavia
.
Il tracciato scende in maniera evidente nel bosco fino ad arrivare ad un ruscello dove si crea un po’ di confusione: qualche sbiadito segnavia segue il torrente ma altri invitano ad attraversarlo.
Noi abbiamo attraversato il torrente in secca per continuare in maniera un po’ incerta nel bosco, anche a causa di alberi caduti, cercando i pochi segnavia e coadiuvati dalla traccia gpx.
Scendendo il sentiero si unisce all’altra alternativa abbandonata dal ruscello per continuare ora in maniera piacevole tra esemplari di faggi di notevoli dimensioni, l’attraversamento di aree prative destinate al pascolo, come testimoniano la presenza di abbeveratoi e manufatti in pietra.
Man mano che si scende sulla larga mulattiera si fanno sempre più suggestivi gli scorci sul Lago del Brugneto.
Dopo circa un'ora di cammino dal bivio della VM si entra nel cuore di Bavastri, tranquilla frazione di Torriglia circondata dal verde, a pochi metri dal Lago del Brugneto che, per questo, in estate richiama molti villeggianti.
Qui c’è una fonte di acqua.
Arrivati sulla SP 15, si continua a destra, fino alla prima deviazione a sinistra; dopo pochi metri si può scegliere in quale verso iniziare il giro del lago, il nostro itinerario continua sulla strada carrabile per circa 700 metri fino ad incontrare un pannello del parco dell’Antola che indica l’inizio del sentiero.
L'anello completo del lago artificiale del Brugneto, con segnavia
, è di 14 chilometri, il nostro percorso segue tre quarti del perimetro per riprendere poi il sentiero che scende a Torriglia.
Lungo tutto il percorso si incontrano diverse aree attrezzate per il pic nic con tavoli, panche e, talvolta, griglie per cucinare.
Dopo l’iniziale tratto pianeggiante che costeggia il lago, iniziano dei saliscendi nel bosco: si sale fino in prossimità del paese di Albora ma non si raggiungere per seguire invece la traccia che scende nuovamente al livello dell’acqua avanzando in piano nel tratto dove, prima della costruzione della diga, sorgeva il paese di Frinti, oggi sommerso dall’acqua.
Con una lunga, e a tratti ripida, salita si rientra nel bosco tra faggi e castagni fino ad un bivio, dove si ignora il sentiero a sinistra che porta a Caffarena per scendere a destra arrivando al Rio Spave che se non è in secca bisogna guadare senza l’aiuto di pietre (a marzo, con l’acqua ad altezza ginocchia, l’unico modo per attraversarlo è stato togliendosi le scarpe).
Si prosegue fra saliscendi nel bosco, avvicinandosi fino a sfiorare Fontanasse, minuscolo nucleo di case su un poggetto affacciato sul lago.
Da qui il sentiero perde quota più decisamente, riavvicinandosi alla sponda del lago, le cui acque già si intravedono tra i rami degli alberi, con la diga sullo sfondo.
Proprio sulla riva presso la Casa dei pescatori, è stata allestita un’area picnic con tavoli, panche e due postazioni per fare la griglia: l’angolo più bello per fare la sosta.
Superata una costruzione, il sentiero passa sotto l’abitato di Retezzo e diventa poi strada carrozzabile in prossimità della diga, che si attraversa da un punto particolarmente panoramico sul lago.
Raggiunta l’altra sponda del Brugneto, dove c’è una fonte, si segue la carrabile fino ad individuare, presso un pannello del Parco, il sentiero che si addentra nel bosco per proseguire con una serie di saliscendi non troppo impegnativi.
Superata un’altra area picnic, si scende restando sempre vicini alla riva, tra brevi tratti in cui sul sentiero si può trovare presenza di rovi e incrociando ponti in legno che consentono di attraversare i ruscelli.
Giunti ad un bivio, si abbandona il sentiero principale con segnavia
per continuare a sinistra verso Garaventa.
Si sale nel bosco
, dove non sempre la traccia è chiara a causa della mancanza di segnavia e di alberi caduti, per arrivare dopo circa 1 chilometro alle poche abitazioni di Case dei Navoni (875 mt.).
Si percorrono pochi metri sull’asfalto per rientrare a sinistra nel bosco e, seguendo la mulattiera, salire velocemente a Garaventa (938 mt.), frazione più grande della precedente dove, tra le prime case del borgo, sorge anche la chiesa di San Giovanni Evangelista con vista lago.
Raggiunta la SP 15 si cammina sull’asfalto, a sinistra, per ritrovare, dopo le ultime case, la mulattiera che sale a destra tagliando nel bosco per poi scendere nuovamente sulla carrabile, all’altezza della galleria.
Con un’ultima e brevissima salita, si sale verso la graziosa cappella immersa nel verde di Garaventa (1071 mt), dove si diramano diversi sentieri: si segue la direzione per Torriglia.
Scesi sulla provinciale ci si immette sulla mulattiera ben segnalata che prosegue la discesa nel bosco dove si passa davanti alla Cappella di Vallà (995 mt.) prima di incrociare nuovamente la carrabile da seguire, a sinistra, fino ai cartelli con le indicazioni.
A sinistra prosegue la mulattiera, con segnavia
, ma proseguiamo brevemente sulla strada per prendere subito il sentiero che continua a scanderefino alla frazione di Acquabuona Inferiore dove troviamo il sentiero che taglia la carrabile per arrivare nel centro di Torriglia.
A Torriglia sono presenti negozi e servizi di ogni genere, in particolare sono rinomate le pasticcerie per la produzione dei canestrelletti.